La nuova notifica europea. Cos'è il codice UFI ? Quando è richiesto?


 

 
 

PRIMO APPUNTAMENTO CON LA NUOVA NOTIFICA EUROPEA

 
DI COSA SI TRATTA?
 
In questo periodo hai sentito spesso parlare del nuovo metodo di notifica delle miscele pericolose, ma non hai capito bene di cosa si tratta?

Nessun problema!

8 appuntamenti per spiegarti passo passo quali sono le novità, gli impatti e le scadenze per la tua azienda.

Partiamo da un obbligo imposto dal CLP all’art. 45: ogni Stato Membro deve nominare uno o più Enti deputati a ricevere le notifiche relative alla composizione delle miscele pericolose immesse sul mercato.

In questo modo, tutte le notifiche vanno a creare un enorme database, a cui possono accedere i vari Centri Antiveleno per essere al corrente sulle formulazioni in circolazione sui mercati.

Ma io sono un’azienda che commercializza in diversi Paesi dell’Unione Europea. Come faccio?” si preoccupano molti di voi.

Preoccupazione plausibile dato che vi trovate di fronte una barriera tecnica e talvolta anche economica nel dover notificare a diversi Enti e con modalità completamente differenti. Spesso dovete far fronte anche a costi non indifferenti dovuti a tariffe di notifica istituite dai vari Enti degli altri Paesi europei.

Con il Regolamento (UE) 2017/542 è stato inserito un Allegato VIII del CLP, che spiega più precisamente i nuovi requisiti per le notifiche. Stabilisce inoltre le modalità di notifica fissate dall’Agenzia ECHA, che sapete essere l’Agenzia Europea che si occupa delle Sostanze Chimiche.

Certo, fino ad oggi le Autorità Nazionali Competenti non hanno ufficialmente deciso se accetteranno o meno la nuova notifica attraverso il portale di ECHA, ma resta certo che la notifica con le nuove regole  dovrà essere trasmessa nel nuovo formato “armonizzato”, valido in tutta Europa, chiamato PCN.

La prima scadenza è il primo gennaio 2020 e riguarda i prodotti destinati ai consumatori ma non è troppo presto per pensarci perché le modifiche riguardano anche le etichette!

Per sapere di che cosa si tratta non perderti il prossimo appuntamento!

Per maggiori informazioni potete chiamare questo numero:  +39 02 61 24 23 6

SECONDO APPUNTAMENTO CON LA NUOVA NOTIFICA EUROPEA

Sul sito “Poison Centre”, ECHA ha specificato che la notifica deve avvenire esclusivamente attraverso un format armonizzato chiamato Poison Center Notification Format (PCN Format).

In che cosa consiste? Ogni azienda deve fornire un vero e proprio dossier, costituito da un certo numero di file XML connessi tra loro. Questo formato è compatibile col software IUCLID, studiato proprio per la comunicazione dei dossier, tra cui quelli di registrazione REACH.

È vero, gli obblighi dell’azienda sembrano essere più gravosi a fronte di questo nuovo sistema di notifiche, più articolato e complesso rispetto a quello attuale. È vero anche che questa procedura va incontro alle aziende che commercializzano in diversi Paesi e che devono notificare a diversi Paesi.

Quindi cosa deve fare l’azienda? L’azienda deve preparare un file PCN in tante lingue quanti sono gli stati membri in cui il prodotto è immesso sul mercato. Poi deve effettuare una solo notifica tramite il portale PCN. Infine, ECHA trasmetterà le informazioni di notifica a tutti i Paesi in cui la miscela è immessa sul mercato. In questo modo si trasferiranno molte più informazioni di quante se ne trasferiscano oggi all’ISS.

E nell’ipotesi in cui un Paese rifiuti la notifica attraverso il portale ECHA? Il formato per la notifica “nazionale” non può differire dal formato PCN stabilito dall’ECHA, con l’unica variante che potrebbero essere aggiunte alcune ulteriori richieste di dati.

TERZO APPUNTAMENTO CON LA NUOVA NOTIFICA EUROPEA

Da quando è necessario notificare col nuovo formato?

Siamo giunti al terzo appuntamento con la nuova notifica europea.

Come sapete, in Italia, la notifica va effettuata entro 30 giorni dall’immissione sul mercato.

Con il Regolamento UE 2017/542 non sarà più così: le nuove notifiche saranno richieste PRIMA dell’immissione del prodotto sul mercato.

Allora, da quando sarà necessario notificare col nuovo formato?

Le scadenze dipendono dalla destinazione finale d’uso dei prodotti e dal fatto che essi siano già stati o meno notificati all’Ente di competenza.

  • 1° gennaio 2020 per prodotti destinati al dettaglio;
  • 1° gennaio 2021 per prodotti destinati all’uso professionale;
  • 1° gennaio 2024 per prodotti destinati all’uso industriale.

 

E per tutti gli altri prodotti non ancora notificati? 

Bisogna notificare entro il 1° gennaio 2025. Questo significa che le miscele dovranno essere notificate in formato PCN entro questa scadenza, anche se la notifica fosse già avvenuta a livello nazionale secondo la precedente normativa e non fosse cambiata nessuna delle condizioni che richiedono un aggiornamento della notifica.

 

QUARTO APPUNTAMENTO CON LA NUOVA NOTIFICA EUROPEA

UFI… a chi?

Cos’è?

L’UFI è un codice a barre di 16 caratteri che servirà ad identificare in maniera univoca le miscele. Deve essere visibile, leggibile, indelebile sull’etichetta delle miscele per cui è obbligatoria la notifica. Il codice andrà inserito sull’etichetta preceduto dalla sigla “UFI”. Il codice è diviso in quattro blocchi, ciascuno separato da un trattino.

L’UFI deve sempre figurare sull’etichetta?

L’UFI deve essere stampato o apposto sull’etichetta di tutti i prodotti contenenti miscele pericolose. Qualora i prodotti non siano etichettati, come nel caso di alcuni prodotti utilizzati nei siti industriali, l’UFI può essere indicato nella SDS. 

Quando è richiesto?

Il codice UFI è richiesto per ogni prodotto per cui sia necessaria una notifica (richiesta dalla normativa o su base volontaria).

Un codice UFI può essere condiviso tra più prodotti se la formula è comune.

Ad esempio: 

  • prodotti figli dello stesso padre;
  • prodotti inseriti con codici diversi, ma effettivamente riconducibili alla stessa miscela (quindi un prodotto che ne contenga un altro al 100%)

 

Che cosa mi serve per creare un codice UFI?

Il codice UFI viene generato da un algoritmo che tiene conto della P.IVA dell’azienda e di un numero di formulazione specifico per la miscela. Inserendo questi due numeri nello strumento online generatore di UFI dell’ECHA verrà fornito il codice. Il generatore di UFI e la guida per l’utente sono disponibili sul sito web dei Centri Antiveleni dell’ECHA in 23 lingue dell’UE.

 

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