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Pubblicato il Piano nazionale dei controlli sull’applicazione dei regolamenti REACH e CLP per l’anno 2025: qualche considerazione

È stato pubblicato il Piano Nazionale dei Controlli in ambito REACH e CLP per l’anno 2025 che fornisce indicazioni specifiche in base alle quali verranno condotte le visite ispettive per l’anno in corso.

Esso rappresenta uno strumento per la tutela della salute pubblica e dell’ambiente, anche grazie a un monitoraggio efficace dei prodotti chimici presenti sul mercato nonché al loro controllo. I controlli saranno allineati a quanto previsto dal REF-13 (REACH Enforcement Project), che si focalizza sul controllo di prodotti importati, oltre ad altri temi oggetto dei progetti pilota predisposti dal Forum di ECHA.

Il piano è stato sviluppato tenendo in considerazione la metodologia già adottata nel contesto del REF-10, vale a dire un controllo integrato sui prodotti laddove siano coinvolte anche altre normative oltre al Regolamento REACH, quali il Regolamento POPs, la Direttiva RoHS e la Direttiva Giocattoli, favorendo pertanto la cooperazione fra le diverse autorità coinvolte.

Il piano definisce le principali categorie target considerate come prioritarie e si articola in due principali aree di controllo: controlli documentali e controlli analitici.

Tra i Target group troviamo le imprese che producono o si approvvigionano di:

  • Sostanze in quanto tali o in miscele o articoli rilevanti sia in termini quantitativi che per le proprietà tossicologiche ed eco-tossicologiche;
  • Sostanze in quanto tali, in miscele o articoli, elencate nella Candidate List o negli allegati XIV e XVII del Regolamento REACH, ponendo particolare attenzione alle più recenti restrizioni in vigore e alle sostanze in allegato XIV con data di scadenza nell’anno 2024.

Si sottolinea la necessità di avere a disposizione una documentazione aggiornata rispetto alle più recenti modifiche dei testi della normativa oltre ad una conoscenza approfondita del proprio portfolio prodotti e materie prime.

Di seguito, una lista non esaustiva relativa alla tipologia di prodotti verso cui verranno orientati i controlli

  • Sostanze, anche in nanoforma, classificate come cancerogene, mutagene, reprotossiche, sensibilizzanti o identificate ai sensi dell’art. 59 del Regolamento REACH (SVHC e Allegato XIV) ad esempio per le proprietà di interferenza endocrina, o individuate nell’ambito delle restrizioni di cui all’Allegato XVII del Regolamento REACH
  • Miscele e articoli destinati al consumatore finale, con particolare attenzione alle categorie più sensibili quali ad esempio lattanti, bambini, adolescenti, donne in gravidanza e/o destinati ad essere utilizzati da un elevato numero di persone (es. prodotti detergenti soprattutto sfusi, disgorganti, smacchiatori, prodotti per pulire forni da cucina, prodotti per la pulizia/cura di pietra, piastrelle e fughe, prodotto per la pulizia dei caminetti e resine fumogene, prodotti sbiancanti per il bucato, prodotti per la pulizia di cucina o affini, tabs e caps per lavastoviglie, prodotti per giocoleria animazione e magia, miscele per tatuaggi, prodotti di pulizia per l’automobile, colle per ciglia e per unghie o altri elementi posticci, giocattoli, articoli di arredo urbano interno/esterno, diffusori/oli essenziali),
  • Prodotti fitosanitari, prodotti biocidi e prodotti fertilizzanti per gli aspetti di coerenza della classificazione, etichettatura e la SDS,
  • Sostanze, miscele e articoli individuati dagli uffici doganali o USMAF-SASN per spedizioni in cui si sospetta la non conformità REACH/CLP
  • Sostanze, miscele e articoli venduti on-line
  •  Sostanze potenzialmente presenti in processi industriali largamente diffusi nel territorio e/o di rilevanza epidemiologica (es. cromati, diisocianati, N,N-dimetilformammide)
  • Sostanze, miscele ed articoli quali prodotti recuperati da rifiuti
  •  Articoli evidentemente contraffatti

Un tema ancora piuttosto “caldo” è rappresentato dalle notifiche PCN, ai sensi dell’art. 45 del Regolamento CLP. Si tratta dell’invio di un pool di informazioni tra cui la composizione delle miscele classificate come pericolose in ragione dei loro effetti sulla salute o dei loro effetti fisici ed immesse sul mercato, unitamente a quanto previsto dall’Allegato VIII del Regolamento CLP.

Cosa possono fare le imprese?

Suggeriamo alle aziende di consultare il documento per prepararsi adeguatamente e non farsi cogliere impreparate.

Come aiutiamo gli utenti di EpyPlus?

Mediante la creazione di piani di formazione e supporto personalizzati che coniugano l’utilizzo del software alla conoscenza della normativa, siamo in grado di supportare i clienti nell’inserimento dei dati (input) quali dati sulle sostanze chimiche costituenti dei propri prodotti, nell’elaborazione di schede dati di sicurezza conformi al Regolamento (UE) 2020/878 e di etichette conformi al Regolamento CLP ma anche per prodotti specifici (ad es. i detergenti), in tutte le lingue dell’UE. I moduli dedicati alla notifica delle miscele pericolose EPY UFI e PCN, l’utente può notificare direttamente ad ECHA i propri dossier di notifica PCN.

Vengono costantemente e tempestivamente aggiornate le liste delle sostanze in restrizione, in autorizzazione o le SVHC in Candidate List.

Non ultimo, il modulo Report Manager che consente all’utente di dialogare con EpyPlus e avere una conoscenza compositiva e regolatoria molto profonda di sostanze, materie prime e prodotti.

Gli utenti hanno costantemente a disposizione i servizi di supporto regolatorio e tecnico-informatico per eventuali dubbi e criticità sorte “in corso d’opera”.

Infine, la sezione dedicata ai webinar offre una raccolta di decide di ore di formazione acquistabile anche on demand, in relazione alle proprie necessità di approfondimento.