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Il codice UFI e le nuove notifiche

Sicuramente molti ne hanno sentito parlare o hanno letto qualcosa al riguardo: tra poco più di un anno le notifiche dei preparati pericolosi cambieranno completamente regime. In Italia le aziende notificano le composizioni dei preparati pericolosi all’Istituto Superiore di Sanità (ISS), che rende disponibili i dati delle composizioni ai Centri Antiveleno.

A partire dal 2020 però, le cose cambieranno di molto, visto che le informazioni dovranno essere trasmesse in un nuovo formato, stabilito da ECHA (l’Agenzia Europea sulle sostanze pericolose).

Le informazioni richieste per le nuove notifiche saranno più numerose e più precise di quelle che finora le aziende italiane hanno fornito all’ISS. Nella figura sotto si può vedere un confronto tra la precisione richiesta attualmente da ISS e quella prevista dal prossimo regolamento per la notifica della formulazione nel caso di sostanze pericolose: l’ampiezza dei range dichiarati andrà ridotta notevolmente!

Tra le varie informazioni che saranno necessarie per notificare spicca l’introduzione di un nuovo codice identificativo “UFI”, un codice che individuerà in maniera univoca sul territorio europeo ogni miscela chimica pericolosa (e, volendo, anche non pericolosa). Uno degli aspetti più impattanti a livello operativo è il fatto che il codice andrà riportato nelle etichette CLP dei prodotti, cioè in quelle etichette che dichiarano la pericolosità del prodotto e riportano i cosiddetti consigli di prudenza.

Si potrebbe a prima vista pensare: un codice in più in etichetta non è un gran problema!

Tuttavia, bisogna riflettere che questo codice andrà gestito. Eventuali modifiche della composizione, infatti, potrebbero facilmente richiedere una modifica del codice, e quindi delle etichette, con evidenti complicazioni nella gestione del magazzino.

Quando è richiesto un cambiamento del codice UFI? Lo stabilisce l’Allegato VIII del CLP, allegato inserito appunto nel CLP col regolamento (UE) 2017/542:

  • se viene inserita qualsiasi nuova sostanza nella composizione: se pericolosa in qualsiasi quantità, se non pericolosa, al di sopra dell’1%;
  • se viene eliminata dalla composizione una qualsiasi sostanza, con i limiti di cui sopra;
  • se la quantità di una sostanza già presente viene variata rispetto al range di presenza in formula dichiarato nella precedente notifica (range, come indicato sopra, decisamente più ristretti di quelli attualmente accettati dall’ISS).

Queste regole coinvolgono sia le sostanze aggiunte tal quali, sia quelle presenti nelle miscele acquistate come materie prime.

Inoltre, il codice UFI dovrà essere modificato:

  • se la classificazione della miscela cambia rispetto a quella notificata precedentemente

Sono tutte queste situazioni che si verificano comunemente, per il cambio di formulazione di una materia prima, per il cambio di un fornitore, per l’entrata in vigore di una nuova classificazione armonizzata.

Mantenere correttamente aggiornate le notifiche sarà perciò decisamente impegnativo, così come pure mantenere un corretto allineamento tra notifiche effettuate e codice UFI sulle proprie etichette.

Queste disposizioni colpiranno in modo particolare le aziende che vendono prodotti destinati ad un uso professionale o al dettaglio: non solo perché saranno i primi a dover applicare la norma, ma anche perché non avranno la possibilità, come è invece previsto per i prodotti ad uso esclusivamente industriale, di non indicare il codice UFI in etichetta.

In conclusione, si ricorda che chi produce o commercializza prodotti chimici pericolosi destinati al dettaglio deve cominciare a pianificare le attività correlate a questo cambiamento, visto che entro la fine del 2019 dovrà avere notificato con le nuove modalità i prodotti che immette sul mercato, e avere apposto sui loro contenitori le etichette con i codici UFI.


Di questo argomento parleremo più ampiamente durante il Safety Day Symposium a Milano il 25 Ottobre 2018, con l’intervento di Claudia Rimondo, di ECHA, e con un dibattito al quale parteciperanno autorità, enti di controllo e rappresentanti delle aziende.

Per saperne di più visita la pagina  https://www.epy.it/schede-di-sicurezza/safety-day-symposium-2018/