FAQ: Etichettatura
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Le misure minime dell´etichette sono stabilite dalla norma, Regolamento n. 1272/2008, in funzione delle dimensioni del contenitore. Tali misure sono rapportate alla capacità del contenitore secondo la seguente tabella:
Capacità del contenitore Misure minime etichetta (mm) Oltre 500 lt Almeno 148 × 210 Fra 50 e 500 lt Almeno 105 × 148 Fra 3 e 50 lt Almeno 74 × 105 Sotto i 3 lt Possibilmente almeno 52 × 74 Per i contenitori di capacità inferiore a 125 ml sono previste alcune deroghe, anche come informazioni contenute obbligatoriamente in etichetta.
- Il nome, l´indirizzo completo ed il telefono del fornitore;
- l´identificatore del prodotto contenuto;
- la quantità nominale, se non è già indicata sul collo;
- i pittogrammi;
- le indicazioni di pericolo;
- le avvertenze;
- i consigli di prudenza;
- le informazioni supplementari.
- I pittogrammi, le avvertenze, le indicazioni di pericolo e i consigli di prudenza devono comparire vicini nell´etichetta.
- Le indicazioni di pericolo vanno raggruppate tutte vicine e per lingua.
- I consigli di prudenza, anche´essi, raggruppati per lingua e vicini.
- pericoli fisico-chimici e per la salute, per l´etichetattura di sostanze e di miscele;
- informazioni supplementari esclusivamente per l´etichettatura di miscele che contengono: elementi metallici: Piombo (EUH201); Cromo (EUH203), etc, oppure sostanze sensibilizzanti.
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No. L´etichetta di pericolo non dovrebbe contenere altro che quanto previsto.
Poiché tuttavia sull´imballaggio dei prodotti è fatto obbligo, a seconda dei casi, di riportare altre informazioni o notizie e dati complementari devono o possono essere apposte per il corretto utilizzo, è buona norma separare chiaramente (tramite riquadro, linee, colori diversi) l´area “di pericolo” (che deve rispettare le misure previste), da tutto il resto.
Possono così essere gestiti separatamente gli spazi destinati a loghi e marchi, istruzioni d´uso, di applicazione, di catalisi, ecc.., numeri di lotto, contenuto netto, VOC, scadenze e quanto altro, senza intaccare il rapporto fra le dimensioni dei simboli e l´area dell´etichetta di pericolo.
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No, il numero UN fa riferimento al trasporto del materiale.
Le normative che regolano il trasporto delle merci pericolose prevedono in effetti l´indicazione del N. UN ed una appropriata etichettatura per l´imballaggio, ma si tratta di una normativa con riferimenti propri ed indipendenti.Si consiglia quindi di tenere separate le informazioni, per lo meno con opportuni riquadri anche se si opta per un unico supporto fisico applicato all´imballaggio.
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Sono le sostanze classificate con i simboli T+, T, C, Xn o le sostanze sensibilizzanti (Xi con R43) che superano i limiti individuali previsti dalla normativa. Per le sostanze classificate come C (Corrosivo) il limite è quello che fa diventare Xi il prodotto che le contiene, per le sostanze T+ e T il limite è quello che fa diventare Xn il prodotto che le contiene.
Inoltre, le sostanze sensibilizzanti, classificate con R42 o R43, devono essere citate nominativamente, aggiungendo la frase “può provocare una reazione allergica”, se presenti in quantità inferiore al limite individuale, fino ad una concentrazione dello 0,1%, salvo limiti specificatamente inferiori.
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Esistono due tipi di limiti: quelli individuali previsti per la singola sostanza (che generano l´obbligo di apporre le frasi normalmente previste) ed un limite aggiuntivo, fissato allo 0,15%, oltre il quale è necessario indicare la frase “Contiene piombo. Non utilizzare su oggetti che possono essere masticati o succhiati dai bambini”.
È importante però notare che, poiché il piombo ed i suoi composti sono contrasseganti dalla Nota 1, la percentuale da considerare ai fini del confronto con tali limiti non è quella con cui la sostanza è presente nel preparato, bensì la percentuale di elemento metallico (piombo in questo caso) presente complessivamente.
Per un calcolo corretto è quindi necessario conoscere anche la percentuale di piombo metallico presente nella sostanza. -
Nel caso di imballaggi combinati, le etichette di pericolo CE per l´utilizzatore devono essere riportate soltanto sugli imballaggi interni.
Sull´imballaggio esterno dovranno essere apposte le eventuali etichette di pericolo per il trasporto.
Sull´etichetta devono essere riportati tutti i pittogrammi richiesti dalla classificazione. I pittogrammi di pericolo hanno forma di un quadrato poggiante su una punta; sono costituiti da un simbolo nero su uno sfondo bianco, con bordo rosso. Ogni pittogramma deve avere una dimensione minima di 1/15 della area totale dell´etichetta, e comunque la sua superficie minima non deve essere inferiore all´ 1 cm2 .
L´etichetta deve essere scritta nella lingua o nelle lingue ufficiali dello stato membro o degli stati membri in cui la sostanza è immessa sul mercato.
Nel caso di una sostanza, presente nell´Allegato VI del Regolamento CLP, corrisponde al n.INDEX e alla denominazione riportata nell´Allegato.
Nel caso, invece, di una sostanza, senza classificazione armonizzata, corrisponde al n.CAS (se esiste) e alla denominazione Iupac.
Nel caso di miscele, corrisponde al: nome commerciale o designazione della miscela.
Sì, e sono espresse nell´Art.32 del Regolamento CLP.
Nel caso di un´etichetta multilingua, le indicazioni di pericolo H e i consigli di prudenza P, di ciascuna lingua, vanno tenute insieme nell´etichetta.
Sono frasi costituite dalla sigla EUH ed un numero, che riprende quello delle frasi R, che sono state abbandonate dal CLP. Esse identificano:
"Qualità delle Schede di Sicurezza e rigore delle Ispezioni"
Milano, 13 novembre 2012
Con la partecipazione di esperti di ECHA, Ministero della Salute ed Istituto Superiore di Sanità.